Ringrazio l'inverno - di Flavia Todisco, un romanzo di luce che ringrazia il gelo dell'inverno della vita
- Giusy Laganà
- 5 mar
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 26 mar

"Vita errante, vita immobile, la prigione: forse la mia vita, come quella di Zenone ne L'opera al nero, è transitata lungo quella traiettoria che dalla mobilità della giovinezza mi ha portata prima all'immobilità della maturità poi, ora, alla costrizione dell'esistenza che sfuma, secondo un moto che più estenua e esaurisce il corpo, più ne libera l'anima, avvicinandola al suo dissolversi nel Tutto, nel Nulla".
"Ringrazio l'inverno" di Flavia Todisco è un romanzo che incanta e commuove, un viaggio emozionale profondo che esplora temi come la perdita, il dolore, la speranza e la resilienza. La scrittura è delicata e potente, capace di trasmettere il tumulto interiore dei suoi personaggi attraverso immagini evocative e una prosa intimista. La scrittrice, con uno stile delicato e ricco di emozione, racconta la storia di una protagonista che cerca di fare i conti con le cicatrici lasciate da esperienze dolorose, ma che trova anche un modo per rinascere e andare avanti, proprio grazie all'inverno – metafora di un periodo di buio e difficoltà, ma anche di trasformazione e speranza. La protagonista del romanzo è Ersilia, una donna che racconta la sua vita attraverso un diario indirizzato alla nipote, Cecilia. Allontanata dalla sua famiglia e dai suoi figli, Giorgio e Mara, Ersilia vive un duplice dolore: la fine del suo matrimonio con Enzo per non amarlo più e la perdita dell'affido esclusivo dei figli perché considerata una madre snaturata e perversa. Il libro è costruito attorno a un'introspezione profonda che spinge il lettore a riflettere sul senso della vita, sulle relazioni e sulle scelte che ci definiscono. La narrazione è intensa e coinvolgente, ma mai pesante: l'autrice riesce a bilanciare momenti di fragilità emotiva con istanti di bellezza che emergono proprio nei momenti di difficoltà. Il paesaggio invernale che fa da sfondo alla storia diventa un personaggio a sé stante, simbolo di un ciclo naturale che, come la vita stessa, può sembrare oscuro e senza speranza, ma che è anche essenziale per il rinnovamento.
La storia di Ersilia è segnato da una forte tensione tra il desiderio di vivere autenticamente e le aspettative imposte dalla sua famiglia e da quella del marito. Entrambi i suoi contesti familiari sono fortemente conservatori e tradizionalisti, esigendo da lei un ruolo ben definito e limitato. La ribellione di Ersilia, quindi, non è solo una scelta romantica, ma una sfida contro le norme rigidamente imposte da un mondo che non lascia spazio per l'individualità e l'amore fuori dagli schemi tradizionali. La sua lotta interiore è dolorosa, ma necessaria per affermare se stessa. Il suo amore per Vera rappresenta non solo un atto di ribellione verso le aspettative familiari, ma anche una presa di coscienza della sua identità e dei suoi desideri più profondi. La sua capacità di rompere con le convenzioni sociali e familiari è un atto di coraggio che la porta a vivere una vita più autentica, ma al contempo le costa un prezzo emotivo alto, creando un conflitto tra l'amore per la sua famiglia e la necessità di essere fedele a se stessa.
Le lettere diventano occasione di importante e profonda rivelazione. Attraverso il suo diario, Ersilia nella fase conclusiva della sua esistenza, racconta alla nipote, una volta adulta, tutti i periodi di grande difficoltà della sua vita famigliare e sentimentale, segnati dalla sofferenza e dalla solitudine, da quello che chiamerà Inverno. Il diario diventa una confessione intimistica per raccontare del secondo amore di Ersilia, quello verso una donna che si chiama Vera e che la salverà più volte dalla morte. La sua voce narrativa è un filo che si intreccia con i pensieri più intimi, ma anche con la voglia di riportare alla luce la verità oltre il buio, di trovare un senso nelle piccole cose quotidiane. Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è proprio l'autenticità della protagonista, che non è mai perfetta, ma è una donna in lotta con se stessa, con le sue emozioni e i suoi errori. È una storia di accettazione e perdono, di ricerca di un equilibrio che non è mai definitivo, ma sempre in movimento. Il titolo, "Ringrazio l'inverno", riflette un atto di gratitudine per una stagione che, pur portando freddo e buio, è anche simbolo di una riflessione interiore profonda e di un momento di attesa prima della rinascita.

Un inno alla capacità di resilienza dell'animo umano, che nonostante le difficoltà e le tempeste emotive, è sempre pronto a rinascere, a fiorire. La scrittura è curata in ogni dettaglio narrativo e poetico, carica di significato, caratterizzata da una sensibilità che tocca il lettore in modo diretto, confidenziale e personale. La protagonista è un personaggio che incarna la forza di chi decide di rompere con gli schemi tradizionali per seguire il proprio cuore, nonostante le difficoltà e le pressioni sociali. Ersilia si trova a un bivio fondamentale della sua vita: lasciare il marito per seguire una passione che sfida ogni convenzione. La sua decisione di abbandonare una vita stabile e apparentemente sicura per amore di un’altra donna è una ribellione contro una società che impone ruoli prestabiliti, costringendo le persone in binari che spesso non rispecchiano il loro vero sé.
Ma la forza di Ersilia non è solo nel prendere una decisione difficile; è nella consapevolezza e nella determinazione di voler vivere secondo i propri desideri, senza più timore del giudizio altrui. Non si tratta solo di una scelta amorosa, ma di un vero e proprio atto di liberazione, che la spinge a mettere in discussione tutto ciò che fino a quel momento aveva dato per scontato.
Ciò che rende il romanzo speciale è la sua capacità di connettere il lettore alle emozioni universali dell'esistenza, portandolo a riflettere su ciò che è veramente importante: l'accettazione del dolore, la capacità di andare avanti e la bellezza nascosta anche nei periodi più difficili della vita. Ersilia, dopo il divorzio con il marito Enzo e l'inizio di una nuova vita da zero, intraprende un percorso di scoperta e accettazione di sé, che culmina nell'incontro con Vera, una donna che diventerà il suo amore. Questo amore non solo rappresenta una svolta emozionale per Ersilia, ma è anche un'esperienza di crescita personale. La scrittura delicata e intensa dell'autrice ci permette di entrare nei pensieri e nei sentimenti della protagonista, mentre esplora la complessità del desiderio e dell'affetto tra donne, offrendo una riflessione profonda sull'identità, le relazioni e la libertà emotiva. Il rapporto con Vera è vivido e autentico, creando un contrasto con la solitudine iniziale di Ersilia, e conferisce al romanzo una dimensione di speranza e rinascita. In questo contesto, l'amore tra le due donne non è solo un aspetto romantico, ma diventa simbolo di una trasformazione interiore, che arricchisce la narrazione e la rende universale.
Flavia Todisco dipinge una figura di donna che si fa portavoce di un cambiamento profondo, di una lotta per la propria identità, senza paura di sfidare il passato. Il coraggio di Ersilia è un invito a riflettere sulle proprie convinzioni, ad affrontare le paure e, soprattutto, a vivere la propria vita in modo autentico. In un mondo che spesso cerca di imbrigliare le persone in ruoli fissi, la grinta di Ersilia è una ventata di aria fresca che ci ricorda che a volte, per essere veramente liberi, bisogna avere il coraggio di abbandonare tutto ciò che ci trattiene e seguire ciò che ci rende vivi.
In definitiva, "Ringrazio l'inverno" è un libro che lascia il segno, che invita a guardare dentro se stessi e a trovare, anche nei momenti più bui, una ragione per ringraziare. Un romanzo che non solo racconta una storia, ma invita a riflettere sul proprio cammino di vita e sulla forza di guardare oltre le tempeste, che affonda le radici nell'esplorazione delle scelte coraggiose e delle sfide interiori. Flavia Todisco ha scritto un romanzo intenso, che merita di essere letto con attenzione e cuore aperto, ci regala una lettura che tocca le corde più intime e che lascia una sensazione di calore, nonostante il freddo che permea la storia. Una lettura consigliata a chi ama i romanzi emotivamente forti e capaci di scavare in profondità nelle dinamiche umane.
Flavia Todisco è nata a Sesto San Giovanni (Mi), ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza in parte a Milano, in parte a Verona. Si è laureata in Lettere alla Statale di Milano, ha trascorso un lungo periodo di ricerche e di studi a Parigi, i quali sono all’origine della sua tesi di laurea: “Propaganda politica e lotta anticlericale in un almanacco repubblicano francese ai tempi della Seconda Repubblica: l’Almanach des opprimés 1849-1851”. Ha insegnato Lettere alle Superiori per più di vent’anni, attualmente lavora presso l’Ufficio Scolastico Regionale di Milano, dove si occupa di didattica. Come ha scritto sul proprio profilo LinkedIn: la parola letteraria, specialmente la parola poetica, per la sua vasta gamma espressiva e materica, la struttura, la definisce e sostanzia. Tutto il resto deriva, consegue.
Ha esordito diciottenne con la silloge di versi Schegge, cui negli anni sono seguite le raccolte di racconti Senza scontrino non si esce e Come gli scontrini in autunno. Ha scritto una drammaturgia sulla violenza di genere, Trittico contemporaneo, che nel 2018 ha debuttato al Teatro Libero di Milano e nel 2019 è stata pubblicata in volume. Legge per passione e si nutre di poesia. Collabora con il blog LuciaLibri, dove si sente a casa. Attualmente sta lavorando alla stesura del secondo romanzo e a una nuova raccolta di racconti, mentre ha ultimato una silloge poetica, Freme, in finale nella sezione poesia inedita del Premio Nabokov XIX edizione, 2024.
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